Come scrivere una fiaba

fiaba

PRIMO PASSO

Definire la struttura narrativa

Introduzione:  premessa o situazione iniziale.

Modificazione: rottura della situazione iniziale .

Evoluzione e sviluppo: successione dei fatti o avvenimenti.

Spannung: momento di massima tensione che precede lo scioglimento della vicenda.

Conclusione:  ricomposizione dell’equilibrio iniziale o di un di un nuovo e migliore equilibrio.

SECONDO PASSO

Definire i ruoli principali

L’eroe (protagonista)
Il mandante
Il donatore
L’aiutante
L’antagonista

TERZO PASSO

Scegliere le funzioni fra le 31 individuate da Propp; fra queste ricordiamo le più  utilizzate.

La mancanza

L’allontanamento

Il divieto o l’ordine

Il danneggiamento

Il divieto infranto

Il compito difficile

Il conseguimento del mezzo magico

Le prove da superare

La lotta fra l’eroe e l’antagonista

 La sconfitta dell’antagonista

 La punizione dell’antagonista

 Le nozze dell’eroe e il premio

QUARTO PASSO

Costruire la storia utilizzando  diversi  tipi di sequenze

Sequenze narrative in cui si presentano  le azioni, gli avvenimenti.

Es. “ …quando giunse nel  bosco, incontrò il….” > Tempo utilizzato PASSATO REMOTO

Sequenze descrittive in cui si descrivono personaggi, luoghi.

Es. “… il lupo era grosso, aveva il pelo ispido…”  >  Tempo utilizzato IMPERFETTO

Sequenze riflessive in cui si introducono le opinioni dei personaggi o dell’autore.

Es.” …..il lupo pensava: Questa  bambina è un grosso boccone,sarà più saporita della nonna…”.

Sequenze dialogiche in cui si introducono i dialoghi fra i personaggi.

Es.”-Buongiorno,Cappuccetto- disse l’animale- Grazie lupo.”

 

Ugo Foscolo: poesia,temi e stile

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Zante 1778-Londra 1827

La poesia è per Ugo Foscolo un mezzo per esprimere i propri ideali, i propri sentimenti e stimolare gli animi all’azione.

Temi centrali delle sue opere sono: la Libertà, l’Amore, la Bellezza, la Patria, l’Eroismo, l’Immortalità. Questi ideali , secondo  il poeta,  sono irrealizzabili nella vita e nella storia , ma  ad essi è tuttavia necessario ispirarsi per dare un significato al proprio comportamento e alla propria esistenza; per questo lo stesso Foscolo li definisce “illusioni”.

Questo dissidio tra cuore, che s’ispira ed  è alla continua ricerca di tali ideali, e ragione, che li nega , provoca nel poeta una profonda inquietudine e ansia, prettamente romantica, che si rispecchia nella  vita tormentata e movimentata dell’autore > ROMANTICISMO.

I testi foscoliani  hanno uno stile classico :sono ricchi di rimandi alla mitologia greca, costituiti da periodi ampi e complessi,  da un lessico ricercato e solenne, ricco di latinismi e grecismi. Le composizioni più usate dal poeta sono quelle classiche: il sonetto e le odi> NEOCLASSICISMO.

Il Romanticismo

 Fissa i punti chiave

I caratteri principali del Romanticismo italiano furono:
– la rivalutazione della fantasia, della passione e del sentimento; per i romantici infatti ogni uomo si distingueva dagli altri proprio per la forza delle sue passioni>INDIVIDUALISMO;

– l’esaltazione dell’amore,  della libertà, la ribellione al potere costituito, la ricerca della gloria: in altre parole, il gesto eroico individuale come affermazione di sé e della propria volontà> IDEALISMO;
– l’esaltazione dei concetti di patria e di nazione, intesi come una comunità di persone, il popolo, unito da vincoli di lingua, religione, tradizioni e valori condivisi da tutti>PATRIOTTISMO;
– la rivalutazione del Medioevo, considerandolo non più un periodo di ignoranza e superstizione, come avevano fatto gli Illuministi ,ma, al contrario, il momento in cui erano state poste le basi dell’Europa moderna;
– la rivalutazione della religione cristiana come espressione del sentimento religioso individuale e come radice culturale comune a tutti i popoli europei.

La bambina di Hiroshima

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Apritemi sono io…

busso alla porta di tutte le scale

ma nessuno mi vede

perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

Sono di Hiroshima e là sono morta

tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

Ne avevo sette, allora: anche adesso ne ho sette

perché i bambini morti non diventano grandi.

Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,

avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

Un pugno di cenere, quella sono io

poi anche il vento ha disperso la cenere.

Apritemi; vi prego non per me

perché a me non occorre né il pane né il riso:

non chiedo neanche lo zucchero, io:

a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

Per piacere mettete una firma,

per favore, uomini di tutta la terra

firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini

e possano sempre mangiare lo zucchero.

La poesia è stata allegata a una raccolta di firme vera e propria per il disarmo nucleare, ma dalla sua pubblicazione ad oggi non è cambiato molto: ancora oggi ci sono conflitti in tutto il mondo, con continue morti di bambini innocenti.

Nazim Hikmet

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Nazim Hikmet nacque nel 1902 a Salonicco (odierna Grecia) in una famiglia dell’aristocrazia turca.
Dopo aver studiato Marx, andò a Mosca; era il 1921, erano gli anni della  rivoluzione russa. In Russia incontrò Lenin. Nel 1928 tornò in Turchia clandestinamente. Lì il  comunismo non era ben visto, nè tollerato. Hikmet subì vari processi per propaganda comunista e complotto contro il governo. Nel 1938 venne condannato a 28 anni di carcere. Ne scontò dodici. Durante la sua detenzione continuò a scrivere splendide poesie; sempre in prigione (in Anatolia) nel 1943 fu colpito da infarto. L’intervento di una commissione internazionale, composta tra gli altri da  Pablo Picasso   e Jean-Paul Sartre, agevolò il suo rilascio nel 1950.
Quando uscì in ambiente comunista venne considerato un esempio di coerenza rivoluzionaria quasi un “martire della rivoluzione”. Visse a Istanbul strettamente controllato dalla polizia. I suoi libri vennero pubblicati in molti paesi e la sua fama divenne mondiale. La difficile situazione in patria lo portò all’esilio dopo un solo anno dalla scarcerazione; visse l’esilio viaggiando, allontanato per sempre dalla moglie e dal figlio. Visitò Cuba e venne più volte anche in Italia. Morirà a Mosca per un infarto, nel 1963.